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Descrizione

  • Con una lunghezza di 23,60 metri e una larghezza di 5,75 è la nuova ammiraglia della Collezione Flybridge di Azimut Yachts.
  • Presenta un layout che offre il massimo in termini comfort e privacy ─ con una netta separazione tra i percorsi di crew e ospiti ─ e grande versatilità della zona giorno, per rispondere alle esigenze dell’armatore contemporaneo.
  • Parte della generazione Carbon-Tech e primo Flybridge con propulsione trimotorica Volvo IPS, il 78 Fly è una barca ultra-innovativa realizzata secondo i più alti standard costruttivi.
  • Alberto Mancini, che firma esterni dal taglio futurista e patinato, e Achille Salvagni, autore del sofisticato design interno, hanno raccolto e vinto la sfida del Cantiere: trovare il perfetto equilibrio tra linee sempre più dinamiche e volumi sempre più ampi.
  • Il layout interno viene proposto in due versioni. L’esemplare di Cannes è proposto nella variante Lounge, con due grandi divani e un tavolo trasformabile, mentre la variante classica offre una zona dining con tavolo per 8 persone e divano ad elle.

“Il 78 Fly è una barca all’avanguardia, che si posiziona strategicamente nel segmento a metà fra Azimut 72 e Azimut Grande 25METRI, rispondendo alle aspettative di crescita della nostra clientela”. Così Marco Valle, amministratore delegato di Azimut Yachts, ha definito l’ultimo esemplare della Collezione Fly, nonché new entry della generazione CarbonTech. Con questo materiale sono stati infatti realizzati la sovrastruttura del Fly, roll- bar, hard top, parte della coperta e portellone dello storage di poppa.

Linee esterne

La ricerca del dinamismo che prende spunto dal car design e da Umberto Boccioni.

Il Futurismo, movimento dei primi del Novecento innamorato di velocità e dinamismo, che ha introdotto nell’architettura contemporanea concetti come simultaneità e compenetrazione dei piani, è stato un’importante fonte di ispirazione dell’exterior design di questo yacht. E forse non poteva essere diversamente, dato che le linee del 78 Fly portano la prestigiosa firma di Alberto Mancini, eclettico talento con una formazione nella culla del car design (lo IED di Torino) che ha fatto della “contaminazione” tra due mondi ─ nautica e automotive ─ il suo cavallo di battaglia.

Il designer triestino, che da quasi vent’anni suggerisce con passione nuove suggestioni al design nautico, racconta di essersi ispirato in particolare a Umberto Boccioni (1882-1916), la cui opera Forme uniche della continuità nello spazio l’aveva molto colpito durante una visita al Moma di New York. La rivoluzionaria scultura di Boccioni, che rifiuta i canoni dell’arte classica sviluppandosi attraverso l’alternarsi di cavità, rilievi, piani e vuoti, comunica una netta impressione di movimento. Allo stesso modo Mancini ha voluto imprimere dinamismo alle forme della 78 Fly, creando la sensazione di movimento anche quando l’oggetto è fermo.  La tensione scultorea è una costante che permea il design di questa barca, da poppa a prua, dal mare al cielo. L’uso spinto di stampi scomponibili ha reso possibile la ricerca di nuove forme a partire dallo scafo: un gioco di nervature e scalfiture, di chiari e di scuri per dare grinta e carattere alle murate con giochi di linee pensate per non avere mai fine. A prua si rastremano diventando un taglio che si spinge in avanti fino all’estremità, puntando verso l’orizzonte.  A poppa invece risalgono esprimendo una continuità assoluta con la sagomatura della coperta. La vetroresina si fa carrozzeria e sostituisce il tradizionale acciaio nel creare un nuovo concetto di corrimano, più sinuoso e filante che mai. Da prua si slanciano verso l’alto i montanti del parabrezza estendendosi in un unico anello che racchiude e abbraccia l’intero fly fino a poppa per poi continuare a salire in una continua tensione di curve e controcurve, di pieni e di vuoti, fino al punto più alto. Le finestrature trovano il limite di poppa nelle potenze laterali dal colore scuro. Sono l’origine di un nuovo codice stilistico; prepotentemente proiettate in avanti disegnano un sostegno al fly senza mai congiungersi con esso, ancora una volta dando vita ad un taglio orizzontale capace di mascherare le volumetrie della barca ed esprimere un carattere elegantemente sportivo. In sostanza, l’attento e prezioso lavoro di Mancini, simile a quello dello scultore che da un blocco di marmo grezzo ricava forme inedite ed emozionanti, è partito dall’obiettivo di regalare la maggiore snellezza possibile a una barca caratterizzata da volumi importanti.

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Ambienti, privacy e comfort da megayacht in 78 piedi

Importante obiettivo del progetto era ricavare spazi degni di un’imbarcazione di dimensioni superiori su uno yacht di poco meno di 24 metri (è infatti lungo 23,6 metri per una larghezza di 5,75. La sfida lanciata dal Cantiere di Avigliana è stata accolta e vinta, tanto che il livello di comfort e privacy è diventato uno dei punti di forza del 78 Fly, grazie non solo ad ambienti decisamente più accoglienti rispetto agli yacht delle stesse dimensioni, la cui ampiezza è facilitata anche dalla forma poco inclinata delle murate della sovrastruttura, ma anche a una navigazione silenziosa e stabile e, infine, a una netta separazione tra gli spazi di ospiti e armatori da una parte e quelli della crew dall’altra. Questi ultimi, collocati a prua, con accesso da timoneria e cucina, come vedremo possono essere separati dall’area giorno e dalla scala di discesa alla zona notte.

Fondamentale per ottenere questo livello di comodità è stata anche la scelta di utilizzare la fibra di carbonio ─ grazie alla quale è possibile realizzare maggiori volumi senza aumentare il peso complessivo dello yacht ─ e di affidarsi a una tripla propulsione Ips, che comporta una riduzione delle dimensioni della sala macchine e delle vibrazioni, con evidenti vantaggi di spazio e comfort.

Analizzando il layout nel dettaglio, la cucina è posizionata a prua – annessa alla timoneria – e dall’ambiente si accede direttamente alla zona equipaggio posto nella zona prodiera del sottocoperta.  Dalla cucina, che ospita anche la crew mess, si può uscire direttamente sul camminamento laterale mentre una porta interna crea una netta separazione con il salone e con le scale di discesa alle cabine dell’armatore e degli ospiti.  La zona giorno è caratterizzata dal superamento della tradizionale suddivisione tra zona pranzo e living da cui consegue una grande libertà di utilizzo, grazie anche alla versatilità del tavolo, che all’occorrenza si trasforma in coffee table, permettendo di godere di spazi molto più vasti in cui muoversi agevolmente fra due zone salotto. L’ampia zona esterna di poppa è arredata con tutto l’occorrente per trascorrere lunghe ore all’aperto, mentre davvero notevole è l’ampiezza del gavone storage con portellone che presenta un volume utile (escluso quindi l’ingombro del meccanismo) di 3,3 metri cubi. All’estrema prua si trova una piacevole lounge esterna con divani contrapposti e la zona prendisole.

Il Lower Deck accoglie invece tre cabine ospiti, di cui ben due VIP con letto matrimoniale e grande armadio, e una a letti gemelli, tutte con bagno ensuite. L’armatoriale, a centro barca e a tutto baglio, dispone di un dressing separato.

La zona equipaggio, a estrema prua, può essere separata in due zone, in modo da garantire maggiore privacy al personale a bordo.

Sulla piattaforma di poppa è possibile ospitare un tender lungo fino a 3,90 metri.

Il Fly, infine, è un ampio spazio che può venire arredato in maniera diversa a seconda delle priorità degli armatori: il Cantiere propone quattro opzioni, dove la parte poppiera è di volta in volta arredata con un grande prendisole, un’ampia jacuzzi, una zona con divanetti o, infine, un’area prendisole con mobile BBQ.

Décor interno: atmosfere sofisticate e accoglienti, definite da ammalianti linee curve

Gli interni sono firmati da Achille Salvagni e saranno disponibili in due differenti versioni.

La versione presentata a Cannes, più innovativa, è la Lounge, caratterizzata da originali laccati blu abbinati a tonalità chiare. Il fascino di questi ambienti deriva da un’originale e raffinata atmosfera, ottenuta attraverso linee curve e morbide, firma stilistica dell’architetto romano, da sempre alla ricerca di tratti sinuosi e contemporanei e alieni da geometrie nette e rigide.

La zona living, caratterizzata dal superamento della distinzione fra zona divani e area pranzo, è stata arredata come un unico ambiente di grande eleganza, in cui è possibile muoversi agevolmente fra due comode e accoglienti zone salotto, mentre all’occorrenza il tavolo fronte divano si solleva.

Per i tradizionalisti esiste anche una versione con ampio tavolo per 8 persone e divano ad elle.

Le vetrature a tutta altezza e i mobili che sembrano sospesi regalano una forte personalità a questi spazi sofisticati e insoliti, come spesso accade negli ambienti curati da Salvagni, appassionato d’arte e di storia con una grande esperienza anche in ambito residenziale. Caratteristica innovativa e originale è data anche dalla moquette, nobilitata da disegni geometrici studiati ad hoc, che regala soluzioni di decoro estremamente nuove.

Standard costruttivi ai massimi livelli e tecnologia all’avanguardia

L’imbarcazione, che rientra anche nella categoria di certificazione CE A e NMMA per le barche sotto i 24 metri, è stata progettata e realizzata secondo i più elevati standard applicati nel settore, e si fregia dell’HTS High Technical Standard declaration rilasciata dal Cantiere.

Sono state inoltre adottate molte soluzioni che fanno parte del programma ECS (Enhanced Cruising Solutions): il control and monitoring system integrato della Garmin, customizzato per interfacciare un ampio numero di utenze di bordo, fino alla sincronizzazione della temperatura nei vari ambienti di bordo, l’EPS (timoneria elettronica), il joystick di pilotaggio e l’active trim control della Volvo Penta per regolare automaticamente l’assetto longitudinale dell’imbarcazione e garantire la migliore efficienza di consumo a ogni andatura.

Va sottolineata, infine, la grande innovazione anche nell’offerta degli optional, fra cui la possibilità di passare da un sistema di aria condizionata tradizionale ai nuovi impianti di condizionamento ad aria primaria per godere della massima freschezza dell’aria anche negli ambienti chiusi e condizionati.

Propulsione e prestazioni: unicum nella sua categoria

Il 78 è il primo yacht della Collezione Flybridge a installare la tripla propulsione IPS di Volvo Penta, di cui l’Innovation Lab di Azimut Yachts ha intuito da diverso tempo le potenzialità, confrontandosi con un team d’ingegneri di Volvo Penta per ottimizzare le linee dello scafo, per poi applicarlo su diversi modelli.

Visto il successo di questa soluzione, Azimut Yachts ha quindi deciso di sceglierla anche per il 78, che di conseguenza potrà avvantaggiarsi di un notevole contenimento di vibrazioni, rumorosità e peso complessivo. In aggiunta, la maggiore distanza tra i piedi pivotanti esterni comporterà una reattività di manovra superiore e una maggiore accelerazione.

Il minore ingombro, infine, permette di arretrare la sala macchine a vantaggio della zona alloggi, tanto che il layout, come detto, offre volumetrie inattese per queste dimensioni.

Due saranno le potenze disponibili (tre motori da 1.200 cavalli oppure da 1.350) mentre la velocità massima è di 33 nodi.

Scheda tecnica

Lunghezza fuori tutto (incl. pulpito) 23,64 m (77’ 6”)
Larghezza max 5,75 m (18’ 10”)
Immersione (incl. eliche a pieno carico) 1,77 m (5’ 10’’)
Dislocamento (a pieno carico) 58 t (127.867 lb)
Materiale di costruzione Carbon Fiber + GRP
Exterior styling & concept Alberto Mancini
Interior designer Achille Salvagni Architetti
Hull designer P.L. AUSONIO Naval Architecture & Azimut R&D Dept.
Carena V shape with 16,3° deadrise
Costruttore Azimut Yachts
Cabine 4 + 1 crew
Posti letto 8 + 2/3 crew
Servizi 4 + 1 crew
Motorizzazione 3 x VOLVO IPS 1200 (900 hp)
3 x VOLVO IPS 1350 (1000 hp)
Velocità massima (carico di prova) up to 31-33 kn
Velocità di crociera (carico di prova) up to 25-27 kn
Serbatoio carburante 5000 l (1321 US Gal)
Serbatoi acqua dolce 1100 l (290 US Gal)